<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd"
xmlns:rawvoice="http://www.rawvoice.com/rawvoiceRssModule/"
>

<channel>
	<title>Radiozero</title>
	<atom:link href="http://www.radiozero.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.radiozero.it</link>
	<description>Informazione Indipendente.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 May 2012 11:17:33 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
<!-- podcast_generator="Blubrry PowerPress/3.0.1" -->
	<itunes:summary>Informazione Indipendente.</itunes:summary>
	<itunes:author>Radiozero</itunes:author>
	<itunes:explicit>no</itunes:explicit>
	<itunes:image href="http://www.radiozero.it/wordpress/wp-content/plugins/powerpress/itunes_default.jpg" />
	<itunes:subtitle>Informazione Indipendente.</itunes:subtitle>
	<image>
		<title>Radiozero</title>
		<url>http://www.radiozero.it/wordpress/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg</url>
		<link>http://www.radiozero.it</link>
	</image>
		<rawvoice:location>Roma, Italia</rawvoice:location>
		<rawvoice:frequency>Settimanale</rawvoice:frequency>
<xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" />
		<item>
		<title>Pena di morte, Texas: giustiziato per scambio di persona</title>
		<link>http://www.radiozero.it/2012/05/17/pena-di-morte-texas-giustiziato-per-scambio-di-persona/</link>
		<comments>http://www.radiozero.it/2012/05/17/pena-di-morte-texas-giustiziato-per-scambio-di-persona/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 May 2012 11:17:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Gennaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[innocente]]></category>
		<category><![CDATA[nessuno tochi caino]]></category>
		<category><![CDATA[pena di morte]]></category>
		<category><![CDATA[Texas]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiozero.it/?p=950</guid>
		<description><![CDATA[Secondo il rapporto “Anatomia di una esecuzione sbagliata”, il Texas nel 1989 ha giustiziato un innocente, Carlos DeLuna, 26 anni, ispanico. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pena di morte, Texas: giustiziato per scambio di persona. Secondo il rapporto “Anatomia di una esecuzione sbagliata”, il Texas nel 1989 ha giustiziato un innocente, Carlos DeLuna, 26 anni, ispanico.<br />
Il rapporto, pubblicato oggi sulla rivista Columbia&#8217;s Human Rights Law Review, è firmato dal professor James Liebman e da altri ricercatori della Columbia University di New York. Lo riporta Nessuno Tocchi Caino.<br />
DeLuna venne arrestato il 4 febbraio 1983 con l’accusa di aver ucciso con un coltello, poco prima, durante una rapina ad una stazione di servizio, una inserviente che faceva il turno di notte, Wanda Lopez, 24 anni.<br />
DeLuna venne trovato dai poliziotti poco distante nascosto sotto un’auto, con 149 dollari in tasca, ma nessuna macchia di sangue sui vestiti o sotto le scarpe. Contro di lui soprattutto i molti precedenti per furto, seppure mai con un coltello o un’altra arma.<br />
Al processo la principale prova contro DeLuna fu una testimonianza oculare, non corroborata da prove di laboratorio. “Una sola testimonianza, di notte, fatta da una persona di un’altra razza”. DeLuna si è sempre proclamato innocente, e qualche mese dopo l’arresto indicò in un suo conoscente, Carlos Hernandez, il probabile colpevole.<br />
Hernandez gli era coetaneo, gli somigliava moltissimo e aveva diversi precedenti per rapine fatte brandendo un coltello.<br />
Al processo la pubblica accusa disse che Hernandez era una invenzione della fantasia di DeLuna.<br />
In realtà Hernandez era ben noto alla polizia, e nel 1986 venne anche arrestato per un omicidio molto simile a quello della Lopez, ma poi rilasciato.<br />
Il rapporto elenca diverse testimonianze di persone che asseriscono di aver sentito più volte Hernandez vantarsi di essere lui il colpevole dell’omicidio della Lopez, non il suo “gemello” DeLuna.<br />
Il rapporto è disponibile sul sito web della Human Rights Law Review. Nelle sue 400 pagine riporta tutti i dettagli del riesame del caso.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.radiozero.it/2012/05/17/pena-di-morte-texas-giustiziato-per-scambio-di-persona/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Rassegna stampa, le prime pagine di oggi</title>
		<link>http://www.radiozero.it/2012/05/17/rassegna-stampa-le-prime-pagine-di-oggi-2/</link>
		<comments>http://www.radiozero.it/2012/05/17/rassegna-stampa-le-prime-pagine-di-oggi-2/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 May 2012 09:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Gennaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
		<category><![CDATA[Il Post]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[quotidiani]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiozero.it/?p=945</guid>
		<description><![CDATA[La notizia di apertura per quasi tutti i giornali di oggi è l’inchiesta della Procura di Milano sull’utilizzo dei fondi pubblici da parte della Lega.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rassegna stampa, le prime pagine di oggi da ilpost.it. La notizia di apertura per quasi tutti i giornali di oggi è l’inchiesta della Procura di Milano sull’utilizzo dei fondi pubblici da parte della Lega, che ha visto ieri indagati Umberto Bossi (che secondo l’accusa sapeva della “paghetta” dei figli con i soldi del partito), i figli Renzo e Riccardo, e il senatore Stiffoni.</p>
<p>Continua a leggere su <a href="http://www.ilpost.it/2012/05/17/le-prime-pagine-di-oggi-359/" target="_blank">ilpost.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.radiozero.it/2012/05/17/rassegna-stampa-le-prime-pagine-di-oggi-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Roma, le &#8221;occupazioni&#8221; dei rifugiati: ecco la mappa</title>
		<link>http://www.radiozero.it/2012/05/15/roma-le-occupazioni-dei-rifugiati-ecco-la-mappa/</link>
		<comments>http://www.radiozero.it/2012/05/15/roma-le-occupazioni-dei-rifugiati-ecco-la-mappa/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 May 2012 21:41:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Gennaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[asilo]]></category>
		<category><![CDATA[censimento]]></category>
		<category><![CDATA[corriere immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiozero.it/?p=943</guid>
		<description><![CDATA[Il censimento "I rifugiati invisibili" offre un'istantanea sulla situazione romana dell'accoglienza di richiedenti asilo, rifugiati politici e titolari di protezione internazionale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il censimento &#8220;I rifugiati invisibili&#8221; offre un&#8217;istantanea sulla situazione romana dell&#8217;accoglienza di richiedenti asilo, rifugiati politici e titolari di protezione internazionale. &#8220;Sulle oltre 6.000 presenze di titolari di protezione internazionale, nella Capitale solo 2.000 trovano un posto d&#8217;accoglienza&#8221;</p>
<p>RIFUGIATI. A Roma i rifugiati politici con regolare permesso di soggiorno sono 1.700. Abitano in luoghi fatiscenti, grandi occupazioni con centinaia di uomini e donne in condizioni abitative precarie che sopravvivono come possono.<br />
&#8220;Questo solo se si contano le più note: grandi edifici, quando va bene, o immense baraccopoli di cartone e lamiere dove spesso crescono anche dei bambini. Sulle oltre 6.000 presenze di titolari di protezione internazionale, nella Capitale solo 2.000 trovano un posto d&#8217;accoglienza, mentre altrettanti vivono un&#8217;attesa interminabile nella lista d&#8217;attesa dell&#8217;Ufficio Immigrazione del Comune&#8221;.</p>
<p>Sono questi i dati che emergono dal censimento &#8216;I rifugiati invisibili&#8217;, realizzato dalla fondazione Integra/Azione, un realtà costituita da Legambiente e cooperativa Abitus. Si tratta di un&#8217;istantanea sulla situazione romana dell&#8217;accoglienza di richiedenti asilo, rifugiati politici e titolari di protezione internazionale. &#8220;Un quadro- si legge nel comunicato- che conferma come la spinta ai margini della società e all&#8217;invisibilità senza possibilità d&#8217;uscita, sia in costante crescita&#8221;. Le mega occupazioni di Romanina, Collatina e Ponte Mammolo rappresentano, secondo il censimento, sono solo &#8220;la punta dell&#8217;iceberg di una realtà molto più vasta e frammentata. Situazioni degradanti e marginali, cui si aggiungono centinaia di centri di accoglienza informale che popolano gli angoli più remoti della Capitale. Lontano dagli occhi e dall&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica, si nascondono migliaia di rifugiati che sopravvivono in baracche, in scatole di cartone, sotto coperte e fogli di giornale&#8221;.</p>
<p>Questa, spiega Luca Odevaine, presidente di Fondazione Integra/Azione &#8220;è un&#8217;emarginazione sociale particolarmente grave per uomini, donne e bambini a cui l&#8217;Italia dovrebbe garantire una protezione internazionale e un&#8217;accoglienza dignitosa&#8221;. Secondo Odevaine &#8220;stabilire con certezza quali siano i numeri dei rifugiati invisibili a Roma è estremamente complesso, anche per i luoghi sempre più marginali dove si cela. Un problema tanto vasto e delicato non può e non deve essere improntato soltanto all&#8217;ordine pubblico. Aumentare i posti disponibili in accoglienza non può rappresentare una soluzione univoca ed efficace, sia per i costi difficilmente sostenibili che per il rischio di spostare semplicemente il problema nel tempo, senza risolverlo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Una gran parte dei rifugiati informali- prosegue Odevaine- proviene, infatti, da anni di accoglienza istituzionale, vivendo tra l&#8217;uscita da un centro e l&#8217;entrata in un altro. Una vita ai margini della citta&#8217;, senza avere quegli strumenti per raggiungere una duratura autonomia abitativa e lavorativa&#8221;. Il Comune di Roma, oggi, come rende noto lo studio, &#8220;riesce a garantire complessivamente 2.200 posti d&#8217;accoglienza. La fetta più grossa rappresentata dai 19 centri di accoglienza gestiti dal privato sociale in convenzione diretta con il Comune, per un totale di circa 1.250 posti letto. A questi si aggiungono altri 250 posti letto in due strutture sorte per fronteggiare l&#8217;emergenza abitativa, ma prestate all&#8217;accoglienza dei rar. Il Centro polifunzionale Enea di seconda accoglienza completa il quadro con i suoi 700 posti circa, suscettibili di diventare 800 nei prossimi mesi&#8221;.</p>
<p>Inoltre con i decreti del presidente del Consiglio dei ministri del 12 febbraio e del 7 aprile 2011, nota come emergenza Nord Africa, &#8220;sono nati nuovi centri d&#8217;accoglienza per ospitare oltre 1.000 nuovi richiedenti asilo. Nel frattempo, il servizio di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), garantisce l&#8217;assorbimento dei rifugiati con sempre maggiore difficoltà a causa del mancato finanziamento da parte del governo&#8221;. &#8220;E&#8217; evidente che solo interventi concreti che garantiscano un serio percorso d&#8217;integrazione lavorativa, sociale e abitativa possono rappresentare la via per spezzare l&#8217;accoglienza informale di queste migliaia di persone&#8221; dice il senatore Francesco Ferrante, vicepresidente di Fondazione Integra/Azione, che continua: &#8220;Una situazione drammatica che rischia di esplodere se chiuderanno i centri d&#8217;accoglienza aperti con la dichiarazione dello stato d&#8217;emergenza umanitaria e in scadenza il 31 dicembre 2012. Un esercito di altri 2170 rifugiati solo nel Lazio, che si troverebbe in mezzo a una strada&#8221;. In merito a questa situazione Ferrante ha presentato un&#8217;interrogazione parlamentare ai ministri degli Interni, Anna Maria Cancellieri, e della Cooperazione internazionale e Integrazione, Andrea Riccardi. Le più grandi occupazioni nella città di Roma sono Romanina, Collatina, Ponte Mammolo ed Ostiense.</p>
<p>ROMANINA: sita in via Arrigo Cavaglieri è un&#8217;occupazione abitativa chiamata anche &#8220;Salam&#8221; (Salute, pace, salvezza), realizzata nella vecchia sede dell&#8217;università di Tor Vergata e che oggi conta tra i 500 e i 600 occupanti. Nella struttura, oltre a donne e uomini singoli, sono presenti circa 20 nuclei familiari con minori, tra cui anche neonati. All&#8217;interno della struttura ci sono servizi fatiscenti. I servizi igienici scarseggiano. Sono attive le utenze di luce e acqua, ma manca l&#8217;impianto di riscaldamento sia per gli ambienti che per le acque sanitarie.</p>
<p>COLLATINA: l&#8217;occupazione chiamata &#8220;Natnet&#8221; (Libertà), è sorta in uno stabile di proprietà del ministero del Tesoro, inutilizzata e abbandonata per un concreto rischio di crollo. La struttura è infatti costruita su una falda acquifera. Al suo interno si contano circa 700 registrati, tra eritrei ed etiopi (di cui 10 nuclei familiari con minori). Sono attive le utenze di luce e acqua, ma manca il riscaldamento per gli ambienti e le acque sanitarie. La struttura e i servizi igienici sono a dir poco fatiscenti. Numerosi occupanti vivono un forte disagio psichico e presentano sintomi da stress da disturbi post-traumatici.</p>
<p>PONTE MAMMOLO: è la meno conosciuta fra le situazioni informali. Sorge lungo viale Palmiro Togliatti, al di sotto del livello della strada, una baraccopoli in cui vivono in precarie condizioni oltre 150 persone. Non ci sono donne sole, ma qualche famiglia di origine romena con figli. Gli abitanti vivono principalmente in tende, qualcosa in cartongesso ha iniziato a sorgere nel 2006. Alle tende pian piano si sono affiancate piccole abitazioni di muratura, costruite nel corso degli anni dalla stessa comunità e, in numero inferiore (circa il 30%) baracche di lamiera. Nell&#8217;insediamento mancano l&#8217;acqua e il riscaldamento: c&#8217;è solo una fontanella per l&#8217;approvvigionamento idrico. Non é presente nessun servizio igienico, a parte un bagno in muratura in pessime condizioni, non allacciato alla rete fognaria. L&#8217;unica doccia presente non funziona, perché non c&#8217;è acqua corrente.</p>
<p>OSTIENSE: &#8216;Ground zero&#8217;, &#8216;Kabul romana&#8217;, &#8216;buca&#8217;. Sono tanti i nomi che definiscono la tendopoli afgana che dal 2005 gravita intorno alla stazione Ostiense e che oggi si sta lentamente ripopolando dopo che, un mese fa, è stata sgomberata per mandare avanti i lavori del grande progetto a firma Montezemolo. È stata creata una tensostruttura, nella zona di Tor Marancia, per ospitare i circa 150 abitanti. La soluzione del tendone-dormitorio, però, non ha cambiato le condizioni che generano il disagio e la precarietà esistenziale. Si è agito sul sintomo, le cause sono ancora lì, i giovani afgani sono ancora abbandonati a loro stessi: la Kabul romana rinasce e si ingrossa lungo i binari della stazione e nelle zone limitrofe&#8221;.</p>
<p>Dire</p>
<p><a href="http://corriereimmigrazione.blogspot.it/2012/05/roma-le-occupazioni-dei-rifugiati-ecco.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Feed:+corriereimmigrazione+(Corriere+Immigrazione)" target="_blank">Via Corriere Immigrazione</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.radiozero.it/2012/05/15/roma-le-occupazioni-dei-rifugiati-ecco-la-mappa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nicaragua, nasce TDHLife</title>
		<link>http://www.radiozero.it/2012/05/15/nicaragua-i-ragazzi-comunicano-con-il-mondo-con-tdhlife/</link>
		<comments>http://www.radiozero.it/2012/05/15/nicaragua-i-ragazzi-comunicano-con-il-mondo-con-tdhlife/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 May 2012 15:59:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Gennaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[nicaragua]]></category>
		<category><![CDATA[terres des hommes]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiozero.it/?p=937</guid>
		<description><![CDATA[Nasce oggi TDHLife, la piattaforma web di Terre des Hommes che racconta la vita nei paesi in via di sviluppo direttamente con le parole e le foto dei beneficiari dei progetti dell’organizzazione attiva da oltre 50 anni per la protezione dei bambini. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nicaragua, i ragazzi comunicano con il mondo con TDHLife. Nasce oggi TDHLife, la piattaforma web di Terre des Hommes che racconta la vita nei paesi in via di sviluppo direttamente con le parole e le foto dei beneficiari dei progetti dell’organizzazione attiva da oltre 50 anni per la protezione dei bambini. L’iniziativa, che parte dal Nicaragua all’indirizzo www.tdhlife.com/nicaragua, è una prima assoluta nel suo genere, che sfrutta le potenzialità offerte dai blog per dare un’opportunità non solo educativa ma anche di reale partecipazione e comunicazione dei bambini nel Sud del mondo. Il progetto è stato realizzato da un team di quattro imprese: Varesenews come coordinatore del progetto, Elmec per la parte hardware, Hagam per la realizzazione del sito e Whirlpool come “sponsor tecnico”, con il coordinamento della delegazione di Terre des Hommes in Nicaragua.</p>
<p>“Vogliamo far diventare i ragazzi dei nostri progetti cittadini costruttori di un mondo migliore. Si tratta di un modo nuovo di raccontare i progetti, e crediamo anche un modo per dare concretezza alle tante parole sul coinvolgimento reale delle popolazioni locali e sull’uso di Internet come di uno strumento fondamentale per creare ponti tra mondi diversi”, dichiara Paolo Ferrara, Responsabile Comunicazione e Raccolta Fondi di Terre des Hommes. “Si comincia oggi con il Nicaragua, ma speriamo di farlo vivere anche altrove”.<br />
Il progetto prende il via dalla realtà dei blog. Ogni realtà giovanile infatti ne avrà a disposizione uno proprio dove potrà pubblicare testi, foto e video: un’occasione per imparare a utilizzare l’informatica, ma anche per far conoscere la propria attività in tutto il Paese e anche fuori. Il progetto vuole rappresentare infatti un’occasione di scambio con altre scuole e realtà, in modo che bambini e ragazzi di ogni paese possano fare la conoscenza con i loro piccoli colleghi di Managua, anche se all’inizio solo online.</p>
<p>Il sito si trova all’indirizzo www.tdhlife.com/nicaragua ed è un contenitore di tutto quello che viene pubblicato negli otto blog delle attività e nei cinque dei progetti. Tutti gli articoli sono raggruppati anche in alcune categorie: cultura, diritti dell’infanzia, scuola ed educazione, formazione, notizie, promozione sociale, spettacolo e sport, salute e ambiente. Ogni articolo poi potrà essere commentato in modo da permettere una libera partecipazione. I blog saranno gestiti direttamente dai protagonisti dei singoli progetti, sotto il coordinamento di un responsabile di Terre des hommes.</p>
<p>Terre des Hommes da 50 anni è in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo.<br />
Attualmente Terre des Hommes è presente in 72 paesi con oltre 1.200 progetti a favore dei bambini. La Fondazione Terre des Hommes Italia fa parte della Terre des Hommes International Federation, lavora in partnership con ECHO ed è accreditata presso l’Unione Europea, l’ONU e il Ministero degli Esteri italiano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.radiozero.it/2012/05/15/nicaragua-i-ragazzi-comunicano-con-il-mondo-con-tdhlife/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Camerun, 40° anniversario dell&#8217;Unità</title>
		<link>http://www.radiozero.it/2012/05/15/camerun-40-anniversario-dellunita/</link>
		<comments>http://www.radiozero.it/2012/05/15/camerun-40-anniversario-dellunita/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 May 2012 15:52:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Gennaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[Cameroon Connection]]></category>
		<category><![CDATA[Camerun]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiozero.it/?p=933</guid>
		<description><![CDATA[Il  20 maggio 2012, la Repubblica del Camerun festeggia il 40° anniversario della sua Unità. “L'Africa in miniatura” ottenne la sua indipendenza il 1° gennaio 1960. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Camerun, 40° anniversario dell&#8217;Unità. Il 20 maggio 2012, la Repubblica del Camerun festeggia il 40° anniversario della sua Unità. “L&#8217;Africa in miniatura” ottenne la sua indipendenza il 1° gennaio 1960. Nella fase finale della colonizzazione, il paese fu posto sotto il doppio dominio francese e inglese. Da questa situazione nacque una Repubblica federale il 1° ottobre 1961 con uno stato francofono e uno anglofono. Il 20 Maggio 1972 avvenne “La Rivoluzione Pacifica” che portò il Camerun a diventare una Repubblica Unita.<br />
Per ricordare questo momento storico, l&#8217;associazione «Cameroon Connection» in collaborazione con la Comunità Camerunese in Italia Roma/Lazio (CCI R/L) organizza un convegno celebrativo. &#8220;E&#8217; un momento per fare una lettura sullo stato della cooperazione decentrata fra l&#8217;Italia e il Camerun. Le politiche intraprese dagli enti e ONG locali, nonché una dimostrazione di alcune buone pratiche. Sarà anche l&#8217;occasione per dare nuove prospettive per l&#8217;integrazione dei Camerunesi in Italia&#8221;.</p>
<p>PROGRAMMA:</p>
<p>15,00: Registrazione dei partecipanti</p>
<p>15,15: Introduzione:<br />
-dott. Serge Metanbou, Presidente Comunità camerunese a Roma</p>
<p>15,30: Le politiche di integrazione e di cooperazione fra l&#8217;Italia e il Camerun.<br />
- on. Nicola Manca, Parlamentare PD<br />
- dott. Fabio Amato, Responsabile Esteri Rifondazione Comunista<br />
- dott. Sergio Gaudio, Forum Integrazione PD Roma<br />
- prof. Martin Nkafu, docente Università Lateranense<br />
Moderatrice: Marguerite Lottin</p>
<p>16,30: Le buone prassi della cooperazione allo sviluppo fra Italia e Camerun<br />
- arch. Eugenio Guarducci, Presidente Eurochocolate Perugia<br />
- dott. Guido Barbera, Presidente Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale (Cipsi)<br />
- arch. Fernand Didier Manga, Coordinatore Progetto Ndzoan kakae<br />
Moderatore: Elvis Koloko</p>
<p>17,30: Dibattito</p>
<p>18,00: Rinfresco</p>
<p><a href="http://www.galleriaoblom.it/Galleria_Oblom/Camerun.html" target="_blank">Photo Credit</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.radiozero.it/2012/05/15/camerun-40-anniversario-dellunita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Horst Faas, chi era costui</title>
		<link>http://www.radiozero.it/2012/05/14/horst-faas-chi-era-costui/</link>
		<comments>http://www.radiozero.it/2012/05/14/horst-faas-chi-era-costui/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 14:31:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Gennaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Ap]]></category>
		<category><![CDATA[David Douglas Duncan]]></category>
		<category><![CDATA[Don McCullin]]></category>
		<category><![CDATA[Eddie Adams]]></category>
		<category><![CDATA[fotogiornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Horst Faas]]></category>
		<category><![CDATA[Larry Burrows]]></category>
		<category><![CDATA[Nick Ut]]></category>
		<category><![CDATA[Vietnam]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiozero.it/?p=929</guid>
		<description><![CDATA[La morte del fotografo dell'Ap. Ovvero come i giornali italiani sono riusciti ad attribuirgli due fotografie celeberrime ma non sue.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Horst Faas, fotografo dell&#8217;Associated Press, è morto a 79 anni. Una morte &#8220;maltrattata&#8221; dai media italiani.</p>
<p>&#8220;Immaginate. Muore Lennon, e i giornali scrivono: grandissimo musicista, scrisse alcuni dei brani più importanti della storia del rock come Satisfaction e Blowin’ in the Wind. Muore Gauguin, e i giornali scrivono: pittore incomparabile, suoi i celebri Girasoli e il Déjuner sur l’herbe. Muore Flaubert, e i giornali scrivono: supremo scrittore, dalla sua penna uscirono Papà Goriot e Germinale. Muore Antonioni, e i giornali scrivono: regista di enorme talento, celebri i suoi Amarcord e Ladri di biciclette&#8221;.</p>
<p>Continua a leggere su <a href="http://smargiassi-michele.blogautore.repubblica.it/2012/05/14/date-a-horst-quel-che-e-di-faas/" target="_blank">Repubblica.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.radiozero.it/2012/05/14/horst-faas-chi-era-costui/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Divorzio, 38 anni fa il referendum</title>
		<link>http://www.radiozero.it/2012/05/14/divorzio-38-anni-fa-il-referendum/</link>
		<comments>http://www.radiozero.it/2012/05/14/divorzio-38-anni-fa-il-referendum/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 14:10:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Gennaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[divorzio]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum divorzio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiozero.it/?p=923</guid>
		<description><![CDATA[La consultazione si è tenuta il 12 e il 13 maggio 1974. A votare NO, il 59,3% degli italiani. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Divorzio, 38 anni fa il referendum in Italia: il 12 e il 13 maggio 1974. A votare NO, il 59,3% degli italiani. Lo ricorda oggi <a href="http://www.linkiesta.it/38-anni-fa-il-referendum-sul-divorzio" target="_blank">Linkiesta.it</a> con la prima pagina de La Stampa.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.radiozero.it/2012/05/14/divorzio-38-anni-fa-il-referendum/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Rassegna stampa, le prime pagine di oggi</title>
		<link>http://www.radiozero.it/2012/05/14/rassegna-stampa-le-prime-pagine-di-oggi/</link>
		<comments>http://www.radiozero.it/2012/05/14/rassegna-stampa-le-prime-pagine-di-oggi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 06:44:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Gennaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Del Piero]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Merkel]]></category>
		<category><![CDATA[Il Post]]></category>
		<category><![CDATA[Juventus]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[scudetto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiozero.it/?p=919</guid>
		<description><![CDATA[Il crollo della Merkel nelle elezioni in Nord Reno-Westfalia, l'allarme di Monti per la tensione sociale, e l'addio di Del Piero nelle prime pagine di oggi, da ilpost.it.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rassegna stampa, le prime pagine di oggi. Il crollo della Merkel nelle elezioni in Nord Reno-Westfalia, l&#8217;allarme di Monti per la tensione sociale, e l&#8217;addio di Del Piero nelle prime pagine di oggi, da <a href="http://www.ilpost.it/2012/05/14/le-prime-pagine-di-oggi-356/" target="_blank">ilpost.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.radiozero.it/2012/05/14/rassegna-stampa-le-prime-pagine-di-oggi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pena di morte, in Tunisia prime condanne post-rivoluzione</title>
		<link>http://www.radiozero.it/2012/05/14/pena-di-morte-in-tunisia-prime-condanne-post-rivoluzione/</link>
		<comments>http://www.radiozero.it/2012/05/14/pena-di-morte-in-tunisia-prime-condanne-post-rivoluzione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 06:23:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Gennaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[nessuno tocchi caino]]></category>
		<category><![CDATA[pena di morte]]></category>
		<category><![CDATA[tunisia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiozero.it/?p=913</guid>
		<description><![CDATA[Due uomini, accusati di stupro e omicidio, sono stati condannati a morte dalla Camera criminale della Corte d'Appello di Tunisi. Si tratta delle prime condanne alla pena capitale emesse in Tunisia dopo la caduta della dittatura, nel gennaio del 2011. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pena di morte, prime condanne in Tunisia dopo la rivoluzione. Due uomini, accusati di stupro e omicidio, sono stati condannati a morte dalla Camera criminale della Corte d&#8217;Appello di Tunisi. Si tratta delle prime condanne alla pena capitale emesse in Tunisia dopo la caduta della dittatura, nel gennaio del 2011.<br />
Secondo il sito Tunisie Numerique i crimini risalgono al 2008. Nello stesso processo un terzo imputato è stato condannato all&#8217;ergastolo.<br />
La pena di morte, ancora prevista nel codice penale tunisino per particolari reati (quali, ad esempio, l&#8217;attentato all&#8217;integrità dello Stato come conseguenza di alto tradimento), non viene applicata da molti anni. Nel giugno del 2011 la Tunisia ha aderito allo statuto della Corte Penale Internazionale, che non prevede la pena di morte.</p>
<p>Via Nessuno Tocchi Caino</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.radiozero.it/2012/05/14/pena-di-morte-in-tunisia-prime-condanne-post-rivoluzione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cie, quali alternative?</title>
		<link>http://www.radiozero.it/2012/05/13/cie-quali-alternative/</link>
		<comments>http://www.radiozero.it/2012/05/13/cie-quali-alternative/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 May 2012 14:08:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Gennaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Cie]]></category>
		<category><![CDATA[corriere immigrazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radiozero.it/?p=908</guid>
		<description><![CDATA[I dati, i casi e le proposte emersi dall'incontro "Quali alternative ai Cie? Prospettive e proposte" a Bologna]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cie, quali alternative? Costi, class action proposte emerse e altri casi nei Cie regionali.<br />
Questi i dati, i casi e le proposte emersi dall&#8217;incontro &#8220;Quali alternative ai Cie? Prospettive e proposte&#8221; a Bologna, promosso da European Alternatives, Rete primo marzo, Associazione Giù le frontiere, LasciateCIEntrare e People power partecipation</p>
<p>I DATI. 14mila euro annui pro capite per il mantenimento dei Cie contro i 2000 euro delle politiche d’integrazione, in un rapporto di uno a sette, dove i costi della sola gestione dei centri supera di oltre sette volte quello di adeguate politiche d’inclusione.<br />
“I dati sono stati ricavati dalla Corte dei conti e si riferiscono al 2010 – ha affermato Andrea Stuppini, esperto d’immigrazione – I costi dei Cie, stimati per oltre 204 milioni di euro (suddivisi in 140 milioni per la costruzione; 30 milioni per la gestione e 34 milioni per i rimpatri) benchè l’analisi sia approssimata per difetto, superano quelli delle politiche d’integrazione”. Questa la dichiarazione del tavolo sui costi dei centri d’identificazione ed espulsione all’atto del convegno Bolognese “Quali alternative ai Cie? Prospettive e proposte” inserito nell’ambito di Transeuropa Festival e promosso da European Alternatives, Rete pirmo marzo, associazione Giù le frontiere, LascieteCIEntrare, People power partecipation, nel quale si sono messe a confronto pratiche e campagne nazionali e internazionali al fine d’individuare azioni e percorsi alternativi per arrivare alla chiusura dei Cie.</p>
<p>I nuovi Casi. Tre almeno i nuovi casi riguardanti i Cie di Modena e Bologna. Cècile Kyenge denuncia il caso di Fanin, un ragazzo marocchino di 27 anni rinchiuso al Cie modenese da dicembre a seguito di un’aggressione da parte di ignoti che l’ha fatto trasportare prima in ospedale e poi al Cie perchè privo di documenti. Ma Fanin è conosciuto perchè venuto alla ribalta delle cronache quotidiane: qualche mese prima aveva sventato una rapina in una farmacia di Bologna, intervenendo, nonostante l’assenza di regolare documentazione, per fermare e far arrestare i rapinatori, mettendo quindi a rischio la propria incolumità e il proprio futuro nel paese. Un motivo, questo, che ha spinto il legale Fabio Loscerbo a richiedere per lui il permesso per motivi di giustizia che gli è poi stato negato poichè il procedimento per rito abbreviato, relativo alla rapina, si era già concluso. Ieri scadeva invece il nuovo pronunciamento atteso da parte della Questura per una nuova richiesta di permesso per motivi umanitari giustificato dal lodevole comportamento di Fanin. All’oogi tutto tace. A margine del convegno la giornalista Laura Pasotti dell’agenzia il Redattore sociale ha denunciato altri casi a seguito della sua entrata al Cie di Bologna di mercoledì 9 nell’ambito delal campagna LasciateCIEntrare di aprile. Almeno due donne giacciono nel limbo degli sconvolgimenti politici del loro paese d’origine: Esma, di origine croata ma non riconosciuta nè dalla Croazia né dalla di Bosnia e Zineta, della ex Yugoslavia che con il suo Paese, l’attuale, la Bosnia, non ha più nessun legame. E poi tante altre nigeriane vittime di tratta e di violenze: almeno tre stanno denunciando i propri aguzzini. (se ne allegano le battute di agenzia del 10/05/2012).</p>
<p>Alternative per diminuire l’illegalità amministrativa. Premessa importante e largamente condivisa nei quattro tavoli di discussione è stata la necessità di un decisivo superamento della Bossi Fini, ritenuta artefice di una larga parte della produzione di clandestinità amministrativa nel nostro paese, nell’ottica del rispetto delle convenzioni internazionali firmate, ma inapplicate dall’italia, come quelle contro la tortura, contro la violazione dei diritti umani, seguendo l’idea espressa nel recentemente pronunciamento della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato. Oltre al rispetto dei diritti dei minori e dei richiedenti asilo e dell’applicazione della convenzione di Ginevra, si è auspicata l’adozione della convenzione Onu sui diritti dei lavoratori. Open society Foundation ha invece denunciato la pericolosità delle esternalizzazionidella detenzione dei migranti all’estero “Vi è la necessità &#8211; ha detto Costanza Hermann – di un lavoro di advocacy internazionale con le istituzioni europee: per questo faremo rapporto nella prossima visita dei referenti del comitato prevenzione e tortura del Consiglio d’Europa in Italia e all’arrivo del rapporteur dell’Onu, a settembre, forniremo dati ed alternative”. Dal punto di vista della riduzione dei problemi d’identificazione tutti italiani, la proposta si è focalizzata su percorsi che puntino alla riduzione della clandestinità avviando un differente iter in entrata che superi la logica dei flussi, prevedendo la registrazione al consolato o all’ambasciata per visto turistico, riconvertibile poi in visto lavorativo, con la possibilità di rientro in Italia dopo un certo arco temporale. Ma anche l’estensione dell’art 18 per le vittime dello sfruttamento lavorativo; l’adozione dei permessi per giustizia; leggi su ius soli e cittadinanza che possano essere ampliate ai familiari in modo da avere una gamma di soggetti esclusi, per diritto inclusivo, dall’illegalità amministrativa.</p>
<p>La class action. È inoltre in studio l’estensione su territorio nazionale, del percorso di azione popolare (ex art.9, comma 1, d.lgs. 18.08.2000, n.267), avviato contro il Cie di Bari dove, con l’iniziativa legale class action procedimentale, i cittadini si sono sostituiti al commune citando in giudizio la Presidenza del consiglio dei ministri, il Ministero dell’interno e il prefetto perché rispondano alla violazione dei diritti umani nel Cie a seguito di due accertamenti di verifica delle condizioni interne che si sono rivelate per molti versi inadeguate. “Abbiamo chiesto l’accertamento da parte del tribunale relativamente alla dichiarazione della struttura come detentiva e, tra le altre cose, mancante di un presidio sanitario nazionale a tutela dell’integrità fisica e psichica delle persone trattenute: attendiamo una risposta a luglio – ha spiegato l’avv. Luigi Paccione &#8211; La difesa della violazione dei diritti umani all’interno dei Cie è responsabilità della società civile laddove le istituzioni siano mancanti: una società civile che noi rappresentiamo con lo strumento della sovranità sociale quale rimedio democratico per superare le fragilità delle strutture pubbliche”.</p>
<p>Via <a href="http://corriereimmigrazione.blogspot.it/2012/05/quali-alternative-ai-cie-costi-class.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Feed:+corriereimmigrazione+(Corriere+Immigrazione)" target="_blank">Corriere Immigrazione</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.radiozero.it/2012/05/13/cie-quali-alternative/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

